Macinare come una volta: la storia del Molino Dibenedetto
Nel cuore di Altamura, nascosto tra le strade del centro storico, c’è un luogo dove il tempo si è fermato. È il Molino Artigianale Dibenedetto, un piccolo opificio in legno che macina grano come si faceva oltre settant’anni fa.
Le origini
Tutto comincia nei primi anni ’50, quando i fratelli Simone – falegnami di mestiere – aprono un piccolo mulino. L’attività però non decolla e in pochi anni accumulano debiti. L’11 ottobre 1958, il mulino viene acquistato da Michele Ferrulli, un agricoltore della Murgia.
All’epoca la struttura era in legno, con una stalletta per i cavalli. Il grano e la farina viaggiavano su un carretto, e il mugnaio annunciava l’arrivo della farina suonando un campanello per avvisare le famiglie.
Michele, con il suo impegno, risolleva l’attività in soli sette mesi. Lavorano con lui otto persone: sua figlia alla vendita, un mastro mugnaio, due trasportatori e tre operai. Il mulino macina il grano per conto delle famiglie, che poi preparano il pane in casa e lo portano a cuocere nei forni comuni.
La seconda generazione
Dopo la perdita del padre, il nipote Mario Dibenedetto comincia da bambino a frequentare il mulino per aiutare il nonno. Trasporta i sacchi di grano, impara il mestiere, diventa parte di quella storia. Quando Michele muore, nel 1992, Mario prende in mano l’attività che da allora porta il nome Dibenedetto.
Oggi Mario è affiancato dal figlio Paolo, mentre la moglie Pina e la figlia Angela curano la vendita al dettaglio.
Il molino oggi
Nel 2002 il molino è stato ristrutturato, ma la disposizione e i macchinari sono rimasti immutati. A differenza di quasi tutte le altre aziende del settore, che si sono trasferite in periferia diventando grandi complessi industriali, il Molino Dibenedetto è ancora lì, in centro, con la sua anima di legno.
Qui si macinano solo grani selezionati, tra cui il Senatore Cappelli e il Khorasan. Il molino è certificato ICEA per il biologico. Le farine ottenute – semola rimacinata, farro, farine integrali – vengono trasformate in pasta trafilata al bronzo ed essiccata lentamente a bassa temperatura.
Una visita da fare
Il Molino Dibenedetto non è solo un luogo di produzione: è una sorta di museo vivente della cultura alimentare di Altamura. Per questo è spesso meta di scolaresche, turisti e curiosi.
Mario e la sua famiglia sono sempre felici di aprire le porte, raccontare la storia del molino, mostrare i vecchi macchinari ancora funzionanti e spiegare come si macinava il grano una volta.
Puoi visitarlo anche tu. Basta prenotare la tua esperienza: scegli il giorno, contatta direttamente la famiglia Dibenedetto, versa un piccolo acconto e preparati a fare un salto indietro nel tempo.
Scoprirai che la farina di una volta non sa solo di pane. Sa di storia, di famiglia, di mani sapienti che hanno scelto di non cambiare mai.